Return to Me

Regia: Bonnie Hunt. Interpreti: David Duchovny, Minnie Driver, James Belushi.

Accolta con tiepida affluenza di pubblico e poco interesse da parte della critica americana, è da noi in imminente uscita la prima fatica cinematografica, non più nei panni dello “spettrale” Mulder di X-FILES, di David Duchovny. Ormai stanco di vagare tra oggetti volanti non identificati, spiriti erranti, creature infernali e dalle sembianze mostruose, Duchovny interpreta un architetto di successo, Bob Rueland, felicemente sposato al quale la vita ha riservato un triste destino: la scomparsa tragica e prematura dell’amatissima moglie. Ma la perdita di una vita diventa l’inizio di un’altra, quella di Minnie Driver, affetta fin da bambina da una disfunzione cardiaca, la cui unica speranza è un trapianto. Diverse coincidenze, risultato di una forzata sceneggiatura, fanno incontrare le vite dei due protagonisti in una tenera e, a tratti divertente, storia d’amore. Ma eccezion fatta per il cast di attori di tutto rispetto, mister Duchovny avrebbe dovuto scegliere un film di tutt’altro spessore per dare addio al famoso serial televisivo. Scontato, banale, prevedibilissimo la storia è più che conclusa alla fine del primo tempo; il secondo è soltanto un’inutile supplizio per gli spettatori. I personaggi sembrano tratti dalle soap-opera americane, dove, più che esseri umani, le persone assomigliano alle caricature di loro stessi. Niente sorprende nella trama e lo spettatore può tornare a casa senza alcuno spunto di riflessione. Consigliato SOLO alle fans di David!
Recensione a cura di Valentina Petracca.