Under Suspicion

Regia: Stephen Hopkins. Interpreti: Gene Hackman, Morgan Freeman, Monica Bellucci.

In un paese come Portorico dalle realtà contrastanti, dove convivono nella più completa indifferenza reciproca poveri e ricchi, probabilmente l’unico modo per un anziano capo della polizia locale di ” salire alla ribalta ” è quello di inchiodare e sbattere sul banco degli imputati uno degli uomini più facoltosi della città. Henry Hearst, interpretato da Gene Hackman, è un avvocato di successo, uomo stimato dall’opinione pubblica che viene accusato di un duplice omicidio sulla base di incongruenti dichiarazioni e false congetture. Hopkins, utilizzando la tecnica del flashbacks, presenta agli occhi degli spettatori la vera ” identità ” di un uomo apparentemente irreprensibile ma talmente cinico e ” povero dentro ” da cercare di colmare i suoi vuoti con brevi attimi di piacere. Emerge con chiarezza che quello rappresentato è solo lo specchio di una realtà talmente diffusa da non suscitare più nessun scalpore. Ognuno di noi ha degli scheletri nascosti ma fino a quando rimangono tali, nessuno metterà in dubbio la tua dignità. Liberamente ispirato al francese ” GUARDATO A VISTA ” di Miller (1981), UNDER SUSPICION è un film dai toni morbosi, ossessionanti, una serie altalenante di ricordi che si confondono col presente, un gioco dialettico introspettivo, un lungo ed estenuante interrogatorio che costringe i protagonisti a verità scandalose. Ottima la tecnica di regia condita da una certa suspense ma complessivamente il motivo portante è un ” classico “, niente che non si fosse già visto. Grazie alle eccellenti interpretazioni di Hackman e Freeman, il prodotto del regista di Nightmare 5 – Il Mito acquista un maggior peso ma non si riesce ad evitare una smoderata staticità delle scene. Da segnalare, inoltre, l’ottima prova della nostra Monica Bellucci che fuori dal nostro paese ha trovato gli stimoli per imporre la sua immagine alla platea internazionale.
Recensione a cura di Valentina Petracca.